Giuseppe Lagrasta

Il Trinacria Bike Trail è uno di quei trail autentici, forte di un tracciato concepito per intenditori del bikepacking. 380 km e 10000 D+ di duro divertimento attraversando i luoghi più selvaggi della Sicilia Orientale ma anche bellissimi borghi che ti danno l’opportunità di smorzare il suo lato wild.

La partenza collettiva sotto la pioggia scrosciante non lasciava presagire nulla di buono e qualcuno di noi sentiva già uno strano e terribile sapore di déjà vu, ma dopo i primi km il tempo gira per il meglio e in gruppi compatti raggiungiamo il comune più alto della Sicilia a 1275 m slm ( Floresta al km 51 ) dove ad accoglierci c’è la Sagra dei “Vasola a Crucchittu”. Consapevoli di ciò che ci attendeva nei successivi km ci siamo presi tutto il tempo necessario per degustare tutto quel ben di dio.

Siamo già nel Parco dei Nebrodi e d’ora in poi si resterà sempre in quota tra i 1300 e 1600 m nel nulla più assoluto. Siamo in tre, io Gianluca e Sara, alle 20.00 raggiungiamo con grande sollievo il nostro primo obiettivo, un rifugio autogestito che il buon Rosario ha reso accogliente recuperando un po di legna da ardere nel divino camino. Una gioia sapere di poter contare su qualche ora al caldo.

Gli ultimi km in un silenzio tombale lasciano spazio ad un’esplosione di entusiasmo e abbracci. In serata arrivano anche i veterani del bikepacking Dario “the captain” e Nino. Il gruppo si ricompatta.
Almeno per me, il primo giorno è sempre il più bastardo perché con la testa sei a mille ma con il fisico..è un conflitto che si risolve solitamente al secondo giorno. Inizi a prendere le giuste misure in maniera del tutto naturale ed è da quel momento in poi che inizi a divertirti sul serio.
Non ci si sente mai obbligati in queste avventure e anche se a malincuore, lascio i simpaticissimi amici per vivermi l’avventura a modo mio come sono solito fare. Prima dell’alba riparto per ricominciare il trattamento di fanghi perenni iniziato il giorno prima, altri 90 km di pura natura dove a farti compagnia ci sono bestie ed insetti di ogni sorta. La dorsale dei Nebrodi è ormai terminata ed al km 175 #Gangi uno de’ #Iborghipiubelliditalia mi dona un po di sollievo.

Gli acciacchi alla trasmissione e catena si fanno sentire e l’unica cosa veramente utile non l’ho portata con me. L’olio. Ho utilizzato di tutto, dall’olio al teflon di Nino al denso olio idraulico del fabbro di Gangi al WD40 del meccanico di Calascibetta all’olio extra vergine d’oliva del paninaro notturno di Leonforte.
Lascio a voi immaginare qual’è stato il migliore…già proprio quello!
Un ottimo Nero d’Avola, maccheroni alla pastorella, salumi e formaggi dei Nebrodi e Sua Maestà il Cannolo mi dicono che sarebbe utile puntare verso “ a’ Muntagna” con un’operazione di avvicinamento notturno. Ho attraversato Leonforte, San Giorgio, Agira sotto un cielo stellato fino a Regalbuto dove mi sono accampato due ore sull’uscio di un’abitazione. Soltanto Bronte e l’Etna mi separano dall’arrivo.

Il Parco dell’Etna è qualcosa di indescrivibile! Dopo un primo approccio su lastricato lavico fino a Piano dei grilli, si apre uno scenario lunare, si pedala sulle varie colate laviche succedutesi dal 1600 fino all’ultima del 2002, la lava è in movimento se solo volti lo sguardo fisso a dx o sx mentre pedali!
L’ultimo rifornimento idrico lo puoi fare a Bronte soltanto dopo l’obbligata tappa in pasticceria. Non puoi sbagliarti, è tutto al pistacchio!

ll lato positivo sono i rifugi gestiti dalla forestale, presenti e ben tenuti, àncore di salvezza in caso di condizioni meteo avverse. Otto ore di #Parcoetna e quando pensi che tutto sia finito è lì che inizia il divertimento… Un bosco di maestosi Pini Larici di una bellezza disarmante e dopo…il fondo. Il fondo cambia per l’ennesima volta e dopo qualche falso piano si “surfa” sui lapilli vulcanici in un’infinita discesa. Il mezzo risponde esattamente come se fosse sulla neve. Una figata pazzesca quanto unica penso, dove altro puoi farlo se non qui? Adesso capisco il senso di sciare sull’Etna, ma senza neve!

La notturna ha reso il tutto così magico e surreale. La Sicilia è lontana ma solo quest’ultima esperienza vale il viaggio fatto fin qui!
In definitiva penso sia stata una delle più belle esperienze di #bikepacking che abbia mai fatto finora e che consiglio a tutti. Daniele e Luca complimenti. Il prossimo anno verrei anche solo per la sangria di Nerello Mascalese del Sig Franco Maugeri !
Per quanto riguarda l’attrezzatura, ho utilizzato i nuovi estensori #Butterflyguns nel tracciato più “scassato” d’Italia senza risparmiarmi volutamente nulla! Neanche due cadute hanno smosso i due braccetti in Ergal e devo dire che hanno soddisfatto tutte le mie aspettative. Utilizzato anche come plancia per faro ma ci si può montare su di tutto. Ci tenevo a scriverlo perché è un accessorio veramente valido. Le borse #Rusjan ormai sono una certezza e non c’è bisogno di aggiungere altro. E’ solo l’ennesima riconferma.
Allora alla prossima avventura! non si sa come..non si sa dove..ciao!