Giorgio Spiga

Trinacria Bike Trail 2017

Appena sotto lo strato di finto bugnato, i palazzi storici svelano scheletri robusti fatti di pietre ancora crude, non lisciate dal tempo. L’aria si è fermata.
Il profumo di roccia vulcanica è ovunque, persino le nuvole ne sono cariche e fanno fatica a decollare. Questa notte il profumo è più intenso… fra qualche ora si parte.

Appuntamento al Rifugio TreArie.

Il Trinacria Bike Trail prevede la grigliata dopo la prima tappa… grande ospitalità siciliana.

Il nuovo viaggio in bici prosegue.

Tutto quello che pensavo della Sicilia, ora non ha più senso; credevo di non avere pregiudizi, invece c’erano.

 

Terza tappa

Senti l’acqua penetrare il terreno. Ogni goccia tocca la terra e vi sparisce dentro.
Dopo tanti mesi di sole e di stelle, le foglie di tutti gli alberi riprendono a sorridere.
La pioggia è per la terra, la prima pioggia soprattutto; è per questa terra la prima pioggia, non per gli uomini… anzi per gli uomini non è mai.
Ci colpisce con le sue gocce fredde e poi arriva a terra trasformandosi in fango… questo è per gli uomini e di questo ci riempiamo, noi e le bici… uscirne è un miracolo!

 

Nero, arancio, verde e giallo.

Colori ravvivati dalla pioggia, che ti accompagnano verso la fine del primo viaggio in Sicilia.
Viaggiare in mountain bike non è facile, ma non è la comodità ciò che vai cercando: ciò che cerchi è questa giovane terra nera che profuma di fiammiferi; cerchi l’arancio degli aghi di pino, il verde delle felci e il giallo profumo delle betulle in autunno. Cerchi il silenzio delle nuvole che accompagnano lo scorrere delle ruote.
In piedi sui pedali ti stupisci ad ogni curva, ed hai voglia di fermarti per osservare meglio questa natura che non conoscevi.
Questo è viaggiare in mountain bike… non andare da un punto ad un altro di una regione… non raggiungere una meta, seppure ambita.

L’Etna è come un nonno buono; in apparenza è burbero e poco felice di vederti passare con la tua bicicletta, ma poi scopri che è dolce e ricco di piccole è grandi attenzioni per tutti, soprattutto per te.
Una montagna immensa, che ribolle e cresce senza fretta, ricoperta di una natura che sembra incantata. La nebbia e la pioggia sottile hanno reso ancora più magica la tappa del vulcano in questo inizio d’autunno. Lui ti guarda correre da una parte all’altra e ti cura le ferite facendoti ridere col solletico; le sue ditona grosse toccano i punti giusti è scoppiano le risate, dimenticando il fango di ieri che non ti faceva camminare.
Col nubifragio finale ho ricevuto il più bel saluto che potessi immaginare, un “torna quando vuoi” perché ciò che hai visto in questi giorni è solo una piccola parte di quello che la Sicilia inaspettata può offrirti.
Anche questa avventura è finita al meglio.

I creatori del Trail siciliano hanno realizzato un tracciato che, come una collana di pietre preziose, tiene uniti alcuni tra i più bei borghi, parchi, siti archeologici e storici del territorio, luoghi della cultura locale e tutto ciò che può creare stupore e curiosità.
Durante il viaggio ho raccolto immagini e sensazioni, e ora posso studiare con calma le particolarità della terra che ho attraversato… perché il viaggio continua.