Il percorso

370km
lunghezza
10000mt
dislivello
70%
off-road

Aria, acqua, terra, fuoco ed il loro rapporto con l’uomo che ha sempre convissuto con essi, questi sono gli ingredienti di questo percorso, che ha il via a Linguaglossa, paesino alle falde nord dell’Etna; da qui, lungo il tracciato di una ferrovia dismessa si raggiungerà la valle del Fiume Alcantara, dove le acque continuano incessantemente a levigare un’antichissima colata lavica, creando le suggestive Gole dell’Alcantara.
Risalita la verdissima valle, si giungerà a Mojo Alcantara, paesino ai piedi dell’omonimo cratere eccentrico, creatosi ben distante dalla struttura del vulcano Etna, ma che da un giusto assaggio di quello che sarà l’ultima parte di percorso.
La sagoma dell’Etna farà sempre capolino lungo tutto il tracciato, come una grande mamma che attende il vostro arrivo.

La Cuba bizantina lungo la valle dell'Alncantara ( ill. di Andrea Castiglione )

Da Mojo una lunga salita vi porterà sulla dorsale ( continuazione dell’appennino in Sicilia ) facendovi entrare nel millenario bosco di Malabotta, dove i patriarchi del bosco ( centenari alberi di Cerro ) guardano, immobili da secoli, i viandanti; giungerete qui nella zona di confine tra la dorsale dei Peloritani e quella dei Nebrodi, dorsale che, cavalcando sempre ad una quota di circa mille metri, vi farà attraversare mezza Sicilia da est ad ovest. Sarà come un viaggio nel viaggio, sicuramente la parte più selvaggia del percorso.

Superato il bosco di Malabotta e costeggiati i Megaliti dell’Argimusco ( la Stonehenge italiana, luogo intriso di mistero che merita una visita ), si raggiungerà, tra il volteggiare delle pale eoliche, l’abitato di Floresta che posto a 1275m s.l.m. è il comune più alto di Sicilia, ultimo avamposto prima di più di 110km di sterrato, senza possibilità di reperire viveri ( se non acqua, segnalata come waypoint sulla traccia gpx ) e senza possibilità di alloggio in strutture gestite…
Volete mettere alla prova la vostra autosufficienza? Volete la vera avventura? Volete “navigare” distanti da centri abitati e zone antropizzate?!? Questo è quello che vi attende fin dal primo giro di pedale dopo Floresta, centinaia di chilometri di sterrati e strade forestali lungo questa dorsale, che come su di un aereo vi farà affacciare sulla costa tirrenica fino a farvi sfiorare con lo sguardo le Isole Eolie e vi regalerà colori mozzafiato che si riflettono nei suoi laghetti incastonati come diamanti in una natura lussureggiante. Ma incrociate le dita, questo paradiso può facilmente trasformarsi in un inferno di fango se attraversato dopo o durante forti piogge! Niente paura però, siete nella prima metà di percorso e le gambe e lo spirito difficilmente vi faranno vacillare, continuamente alimentati da questo senso di libertà.

Superata anche la riserva di Sanbughetti, al termine della dorsale dei Nebrodi, si inizia a intravedere la presenza umana, ormai siete entrati nel mito e cavalcando la gloria siete giunti a Gangi, il giro di boa, uno dei borghi più belli d’Italia, che vi appare come un miraggio, arroccato su un promontorio.
Una volta raggiunto l’apice, perdetevi nei suoi vicoli, nel tentativo di raggiungere di nuovo la base, non prima però di aver ricaricato spirito e corpo.. la parte più selvaggia del percorso è passata, da Gangi in poi si salterà da borgo a borgo lungo strade "dimenticate dal Signore" ( espressione tipica siciliana per accentuare il senso del "dimenticato" ) e Regge Trazzere con scorci su antiche necropoli ( necropoli di Realmese ) o abbeverandovi in immense fontane che trasudano di storia legata alla terra.
Il paesaggio è nettamente cambiato, adesso il giallo paglierino e marrone dei campi coltivati, la fanno da padrone; gli abitati si susseguono regolarmente, Calascibetta, Leonforte, Agira, Regalbuto, mentre la sagoma della mamma Etna torna ad essere sempre più vicina.

Giunti a Bronte, è d’obbligo assaggiare le specialità al pistacchio, ottima scusa per integrare e recuperare le energie per affrontare l’ultimo step, un altro viaggio nel viaggio.
E li, "a Muntagna" è tutta sopra e sotto di voi: il terreno cambia, si fa nero, il suono della vostra bici che scorre sotto di voi non sarà lo stesso a cui siete abituati, gli odori sono diversi, state entrando in un nuova dimensione, Mamma Etna vi accoglie, vi avvolge, vi entra dentro, riempirà quel poco spazio lasciato alle emozioni, ormai quasi colmo per i chilometri lasciati alle spalle.

State navigando lungo i fianchi del vulcano attivo più grande d’Europa e non importa se timidamente si nasconde dietro le nuvole o imponente si mostra ai vostri occhi, l’effetto sarà ugualmente inspiegabile, la stanchezza non riuscirà a farvi rimanere distaccati e indifferenti.
Sarà Lei, l'Etna, con i suoi colori e con le sue forme ad entrarvi prepotentemente negli occhi.
Saranno le tenaci ginestre e l’odore dei boschi di pino e del terreno lavico a stuzzicarvi l'olfatto. L’eventuale pioggia, che la sabbia drena all'infinito, non farà più paura, anzi amplificherà odori e colori.
Sarà questa magica atmosfera a portarvi di nuovo al punto di partenza, talmente pieni di sensazioni che vi mancheranno le parole.
Sarà difficile tornare alla vita di tutti i giorni.

Avete appena vissuto un’altra Sicilia, non la classica… avete appena vissuto il Trinacria Bike Trail.

Daniele Maugeri

 

Grafico dislivello

 

 

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